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ANTICA TORRE
(da due secoli, prima del 600) come punto di riferimento (Torre Centurione) che diventò Castello e che si sviluppò il borgo intorno, prima come casa Vaaz, poi come Casal San Michele (99 case date ai poveri)

CASTELLO CARACCIOLO
Costruzione tardo-medioevale, ha subito molti rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Di pianta quadrangolare con quattro bastioni d'angolo, nove cellule a piano terra ed altrettante al primo piano. Il secondo piano è stato ricavato in epoca successiva da un sottotetto. Tutte le cellule sono con volta a crociera, salvo quella centrale a piano terra, che in origine era probabilmente una corte. Il primo restauro, di cui si ha notizia è del 1675, durante il dominio di Antonio de Ponte. Intorno al 1860 dalla famiglia Caracciolo, viene sottosposto ad ulteriori lavori su progetto dell'arch. Ascanio Amenduni di Casamassima, che ne stravolgono l'aspetto. A questo intervento, sono da attribuire la costruzione delle torri merlate, la nuova facciata di prospetto con il bugnato di rivestimento e lo scalone interno centrale. Tra la prima e la seconda guerra mondiale, subisce altri interventi, con il rifacimento del solaio del secondo piano e con la costruzione di altre due torrette merlate. Negli ultimi anni di questo secondo millennio, è stato sottoposto ad ulteriori lavori, per riportarlo per quanto possibile, almeno nella sistemazione interna, al suo aspetto originario.

MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA "DINO BIANCO"
Nasce nel 1968 per volontà e impulso ideale del professor Vito Donato Bianco e viene a lui intitolato dopo la prematura scomparsa nel 1990. Il museo è ospitato nel Castello Caracciolo sin dai suoi esordi. Tuttavia, durante il lungo lavoro di restauro subito da questa storica struttura negli anni novanta, trova una sede provvisoria in Palazzo Pinto. Dal 22 maggio 2004, ritornato nella sua sede deputata, si offre alla fruizione del pubblico riallestito e con gli oggetti opportunamente restaurati.
Lungo i quattro livelli dell'esposizione, gli oggetti propongono e rievocano i valori e il fascino del mondo contadino, fondamento della nostra cultura e del nostro progresso. Sala per sala il visitatore compie un viaggio nel tempo alla ricerca delle comuni radici, quelle legate alla cultura della civiltà contadina, rivivendo i vari momenti della vita di uomini che ponevano il loro ingegno nell'affrontare le difficoltà di ogni giorno.
Divenivano di volta in volta agricoltori, come testimoniato attraverso i cicli produttivi del grano, dell'olio e del vino, o artigiani, come rappresentato dalle botteghe del fabbro, dello scalpellino, d'u mèste traìne, u uarnementare e di molti altri antichi mestieri. A scandire la vita di questi uomini era un forte sentimento religioso ben illustrato nella sala dedicata alla religiosità popolare.
Il museo mantiene il legame con il suo territorio attraverso i reperti che ne testimoniano l'evoluzione storica e realizza, in attività di laboratorio, la vocazione didattica che lo caratterizza sin dalla fondazione.

CHIESA DELLA MADDALENA
Costruita tra il 1615 e il 1632, sul sito di una antica cappella posta sotto lo stesso titolo. La pianta è a tre navate, divise in tre campate da archi a pieno centro, quella principale è con volta a botte, le laterali sono con volte a vela. Sulle pareti laterali sono situati altari in pietra con mensa sorretta da elaborate volute e sormontati da statue in legno dipinto.
L'altare maggiore è in pietra con ricco paliotto e tabernacolo incastonato nei gradini. dietro si eleva, su tutta la parete di fondo, uno splendido postergale di legno dipinto. Al centro è la Madonna con Bambino, lateralmente S. Tommaso d'Acquino e un Santo non identificato. Sulla parete destra del presbiterio vi è un grande affresco raffigurante la nascita del Battista, con in alto ovali raffiguranti S. Filippo Neri e S. Ignazio. Sulla parete sinistra altro grande affresco in cui è rappresentata la nascita di Gesù, in alto medaglioni rappresentanti S. Francesco d'Assisi e S. Francesco da Paola. Tutte queste opere del seicento sono di autore ignoto. La facciata, con tre sobri portali, è stata realizzata alla fine del XVII secolo. Il campanile, costruito nel 1765, si erge isolato dall'altezza della chiesa. Un cornicione fortemente aggettante lo divide in due ordini, l'inferiore a base quadrata, il superiore con struttura più snella, con gli angoli smussati e concavi, ornati da occhi di volute e capitelli.

CHIESA MATRICE DI MARIA SS. DEL CARMELO
Costruita in stile neoclassico tra il 1844 e il 1870 dal maestro muratore Pietrantonio Schettini su progetto dell'architetto Agelo Pesce di Casamassima. La facciata con paramento di conci di pietra levigati è divisa orizzontalmente da una trabeazione e in senso verticale da sei lesene. Il portale è sormontato da timpano curvilineo, contenente un affresco della Madonna del Carmine, eseguito dal pittore napoletano Vincenzo Crispo. Su entrambi i lati posteriori, si ergono due campanili: quello di destra è rimasto interrotto poco sopra la cornice terminale della chiesa; l'altro fu completato nel 1888 da un mastro muratore della famiglia Rossi, probabilmente Giuseppe. L'interno, a croce romana, è a tre navate ed un trandetto. Le navate sono divise da colonne binate su un unico basamento e con capitelli ionici. Le colonne sorreggono la larga trabeazione, in pietra. Le volte, sia della navata centrale che di quelle laterali, sono a botte con lunette in cui sono aperte finestre emisferiche. All'incrocio della navata centrale col transetto è impostata, su quattro archi poggianti su su altrettanti enormi piloni, la volta a cupola; tutto il cielo è decorato con stucchi dorati.
Altari in marmo policromo e statue lignee sono alle estremità del transetto e nei cappelloni laterali. L'abside è decorato con grande affresco del pittore Umberto Colonna, raffigurante la Madonna del Carmine con ai lati l'Arcangelo Michele e S. Simone Stok, in alto sono rappresentati i quattro evangelisti. Sempre di Umberto Colonna è la Via Crucis. Nella navata destra è un altare in pietra dedicato alla Madonna di Pompei, realizzato nel 1909 dal maestro scalpellino Angeloronzo Rossi. Nei pressi dell'ingresso destro, è la fonte battesimale in marmo policromo.
Una tela raffigurante l'Ultima Cena, della pittrice Margherita Deramo, sovrasta l'organo a canne; nel cappellone di destra, sempre della Deramo, è rappresentata l'Eucarestia; nel cappellone di sinistra è una tela, del pittore Mario Colonna, figlio di Umberto, raffigurante il Cap. XII dell'Apocalisse.

ARCO DELL'OROLOGIO
La torre, con la macchina del tempo, fu costruita nel 1878 sulla porta del vecchio borgo, dal mastro muratore Nicola Morea, su progetto dell'architetto Vincenzo Ventrella, demolando un'abitazione privata. Guardando la facciata, sono visibili tre ordini divisi di trabeazione. In basso è la grande porta di accesso al borgo con arco a tutto sesto. Al centro, l'orologio ed in alto il campanile a vela con bifora e volute laterali.

ABBAZIA DI S. ANGELO IN FRASSINETO
Le prime notizie dell'Abbazia benedettina di S. Angelo risalgono al 1158 e si rilevano dal Codice Normanno di Aversa dove si racconta di una controversia tra Guidalmone, Superiore del Monastero di S. Angelo di Frassineto, e il catapano Biagio di Modugno; è accertato, infine, che nel secolo XVII l'Abbazia era ancora viva e vitale. I resti sono ancora visibili lungo la via denominata del Canale, e in essi sono identificabili vari ambienti tra cui una cappella con tracce di affreschi. L'Abbazia di S. Angelo in Frassineto, assieme a quella del Barsento, è probabile fosse una grangia dell'Abbazia di Banzi in Basilicata, il più grande insediamento benedettino in questi territori.

CHIESA DI SAN FRANCESCO
Composta da facciata neoclassica, aula unica, campanile laterale a vela.

CASA LAROCCA
Risalente alla fine ottocento inizio novecento, situata in pieno centro storico e prospetta sulle vie IV Novembre, Principessa Mafalda e Giulio Cesare. Ristrutturata nel 2006 ha come destinazione d'uso, ufficio di ricezione del Museo della Civiltà Contadina e laboratorio di restauro di reperti.

MASCHERE APOTROPAICHE (Mascheroni in pietra).


ITINERARI TURISTICI:

7 Km. - Scavi archeologici di Monte Sannace.
10 Km. - Museo archeologico c/o Castello Svevo di Gioia del Colle
15 Km. - Foresta di Mercadante
20 Km. - Grotte di Castellana
25 Km. - Trulli di Alberobello
30 Km. - Spiagge dell'Adriatico (Mola - Polignano - Monopoli)
60 Km. - Matera - Grottaglie - Taranto.